Finalità principale
Riportare il calcio alla sua natura originaria di gioco di squadra, accessibile a tutte e a tutti, a partire dalle persone e dalle famiglie in condizione di svantaggio economico, sociale o fisico, affinché nessuno sia escluso dalla pratica sportiva, dalla frequentazione dello stadio e dalla vita sportiva della città per ragioni di reddito o di condizione personale.
Il calcio come educazione
Promuovere la cultura del calcio come strumento di educazione, inclusione, coesione sociale, lealtà e rispetto delle regole, contrastando ogni forma di violenza, discriminazione e degrado del tifo.
Nessuno escluso per reddito
Favorire l'accesso allo sport dei minori, dei giovani e degli adulti in condizione di fragilità economica o sociale, anche attraverso forme di sostegno, gratuità o agevolazione.
Una rete di città
Costruire una collaborazione stabile fra cittadini, tifosi, società sportiva, istituzioni pubbliche, scuole, parrocchie, enti del Terzo settore e realtà economiche del territorio, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, quarto comma, della Costituzione).
Impianti e spazi come beni comuni
Concorrere, con le amministrazioni pubbliche e nelle forme previste dalla legge, alla cura, alla rigenerazione, alla gestione condivisa e all'apertura alla comunità degli impianti sportivi e degli spazi pubblici della città.
Azionariato popolare
Promuovere e praticare l'azionariato popolare come forma di partecipazione democratica, trasparente e responsabile alla vita della società sportiva cittadina, quale strumento e non quale scopo esclusivo dell'Associazione.
Memoria e identità
Tutelare e valorizzare la memoria, la storia e l'identità sportiva della città di Sora.
L'azionariato popolare — la partecipazione del 10% nella Sora Calcio S.S.D. a r.l. — è uno strumento di partecipazione democratica dei tifosi e dei cittadini, non lo scopo esclusivo dell'Associazione (art. 3, comma 3, lett. e dello statuto).
Cosa facciamo
Le attività di interesse generale
Sono le attività che l'Associazione esercita in via esclusiva o principale. La lettera accanto a ciascuna è quella dell'art. 5, comma 1, del Codice del Terzo settore: è il riferimento che ne consente lo svolgimento a un ente del Terzo settore.
Attività sportive dilettantistiche
lett. tScuole calcio popolari, tornei, attività motorie e ludico-sportive aperte a tutti, gratuite o a costi calmierati per le persone in condizione di svantaggio.
Attività culturali e ricreative di interesse sociale
lett. iConvegni, dibattiti, mostre, pubblicazioni e archivi sulla storia e sulla cultura del calcio e del tifo, incluse attività editoriali e di promozione del volontariato.
Educazione, formazione e contrasto alla povertà educativa
lett. d, lProgetti sportivo-educativi per minori e giovani, anche con le scuole, per prevenire la dispersione scolastica e il bullismo e sostenere il successo formativo.
Interventi e servizi sociali
lett. aInterventi ai sensi della legge 328/2000 diretti a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono l'accesso alla pratica sportiva e alla vita sportiva cittadina.
Riqualificazione di beni pubblici inutilizzati
lett. zImpianti sportivi, aree verdi e spazi pubblici, anche confiscati alla criminalità organizzata, da restituire alla fruizione della comunità.
Tutela del patrimonio culturale
lett. fValorizzazione della memoria e del patrimonio storico-sportivo locale.
Legalità e nonviolenza
lett. vPromozione della cultura della legalità e della nonviolenza, con specifico riferimento al contrasto della violenza e delle discriminazioni nello sport e negli stadi.
Diritti e pari opportunità
lett. wPromozione dei diritti umani, civili e sociali e delle pari opportunità, con riferimento al diritto di tutti allo sport e alla partecipazione alla vita sportiva della comunità.
Oltre a queste, l'Associazione può svolgere solo attività che risultino in concreto secondarie e strumentali — somministrazione in occasione di eventi, materiale editoriale, servizi accessori negli impianti affidati — nei limiti dell'art. 6 CTS e del decreto ministeriale 107/2021, documentandone il carattere secondario nel bilancio.
Con la città
Amministrazione condivisa e beni comuni
Lo sport ha bisogno di luoghi. Cittadini e amministrazioni possono gestirli insieme: la Costituzione chiama questo principio sussidiarietà orizzontale, e il Codice del Terzo settore gli dà strumenti precisi.
Co-programmazione e co-progettazione
L'Associazione partecipa ai percorsi di co-programmazione e co-progettazione promossi dalle amministrazioni pubbliche e può stipulare convenzioni per attività e servizi sociali di interesse generale.
Impianti e spazi come beni comuni
Può ricevere in concessione, comodato o affidamento impianti sportivi, aree verdi e locali pubblici anche inutilizzati, impegnandosi a garantirne l'apertura, la fruizione gratuita o agevolata per chi è in condizione di svantaggio e una gestione trasparente e partecipata.
Protocolli con la società sportiva
I rapporti con la società sportiva, oltre all'esercizio dei diritti sociali, sono regolati da protocolli scritti su tariffe agevolate, apertura degli impianti al quartiere, progetti scuola-sport e iniziative contro la violenza, con modalità di verifica dei risultati. L'Associazione non assume obbligazioni della società, non ne garantisce i debiti e non le trasferisce risorse fuori dalle delibere assembleari.
L'Associazione promuove inoltre tavoli permanenti di confronto fra cittadini, tifosi, istituzioni, scuole, enti del Terzo settore e società sportiva, per definire insieme le politiche sportive e sociali della città e per verificare gli impegni presi.